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Rischio sismico

Il territorio della Provincia di Brindisi risente principalmente dell’attività sismica dell'arco ionico del Golfo di Taranto, dell'area materana e del Canale d'Otranto. Ciò è desumibile dall'analisi storica degli eventi sismici avvenuti dal 1500 a 2002, riportata nella seguente tabella.

Terremoti avvenuti dal 1500 ad oggi in un’area circolare di 150 km di raggio intorno al Comune di Torre Santa Susanna.

I dati relativi ai precursori di evento, estratti dal Catalogo[1] parametrico dei terremoti italiani dell'Istituto Nazionale Geofisica e Vulcanologia (INGV), riportano tutti i terremoti con valore di Intensità epicentrale (Io)[2] tra 5 e 11 e con valore di Magnitudo momento (Maw) tra 5 – 7,411[3] avvenuti negli ultimi cinque secoli in un'area circolare avente un raggio di 150 km[4] intorno all'abitato di Torre Santa Susanna (LAT: 40,4666° N; LON: 17,7364° E). Come si può notare, tali sismi sono distribuiti lungo l'arco delle coste ioniche del Golfo di Taranto e lungo il margine balcanico meridionale fino al basso Ionio (dove nel 1743 avvenne un sisma di 6,9 Maw). Nel range di intensità medio–alta assunto a riferimento, il terremoto più vicino a Torre Santa Susanna (circa 50 km di distanza) è quello avvenuto nel 1826 a Manduria (Maw 5.34).

Il Catalogo parametrico dell'INGV, nella versione aggiornata CPTI04, è stato utilizzato dal Gruppo di Lavoro che ha redatto della mappa di pericolosità sismica (vedi Figura seguente) prevista dall’OPCM 3274/03, all. 1, lett. m), aggiornata in base all’OPCM 3519/06, All.1b) e approvata dalla Commissione Grandi Rischi del Dipartimento della Protezione Civile.

Mappa della pericolosità sismica del territorio nazionale.

Il Comune di Torre Santa Susanna, in base alla sopracitata Ordinanza PCM 3519/06, è classificato in zona sismica 4, quindi con un’accelerazione orizzontale con probabilità di superamento pari al 10% in 50 anni tra < 0,05 ag/g e con un’accelerazione orizzontale di ancoraggio dello spettro di risposta elastico di 0,05 ag/g. Tali parametri definiscono il territorio del Comune come una zona con pericolosità sismica molto bassa.

Sulla base di tale classificazione la Delibera di Giunta Regionale n° 1626 del 15 settembre 2009, che recepisce il D.M. 14 gennaio 2008, recante “Norme Tecniche per le Costruzioni” ribadisce che nelle zone 3 e 4 continuano ad applicarsi le procedure previste dall’art. 93 del D.P.R. N° 380/01.

[1] http://emidius.mi.ingv.it/CPTI04/, Catalogo Parametrico dei Terremoti Italiani, Maggio 2004 (CPTI04).

[2] L'Intensità epicentrale (Io), che misura le dimensioni di un terremoto, è espressa in valori numerici (x10) secondo la Scala Macrosismica Europea 1998 (EMS 98). Nel caso in cui i dati non permettono una stima precisa, l'intensità è espressa con un intervallo di valori (p.e. 65 = 6-7).

[3] Il valore di Magnitudo momento (Maw) 7,41 è riferito al terremoto avvenuto nella Sicilia orientale nel 1693. Tale valore di Magnitudo non è stato mai più superato in Italia.

[4] Dimensione minima per descrivere significativamente la sismicità storica intorno a Torre Santa Susanna.

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